“I COSTRUTTORI DI IMPERI”

LA COMPAGNIA STABILE DEL TEATRO AURELIO

presenta:

“I costruttori di imperi”

Testo di Boris Vian

“Corriamo all’impazzata verso l’avvenire e andiamo così in fretta che il presente ci sfugge, mentre la polvere sollevata dalla nostra corsa ci nasconde il passato”.

Boris Vian

“I… costruttori di imperi” di Boris Vian è un testo che colpisce per la sua attualità nell’analizzare i labirinti dell’animo umano, nonché le dinamiche con cui la nostra società materialistica borghese muove i suoi figli, quasi fossero manichini. L’autore non rinuncia mai all’ironia ed a tratti anche alla comicità che fanno spesso da contraltare ad un quadro desolante.

Lo spettacolo s’incentra sulla storia della strampalata famiglia Dupont, costretta, da un rumore subdolo ed inquietante, incessantemente a salire, lasciando ripetutamente la propria casa per approdare ad un alloggio sempre più ristretto, squallido e misero… Un’ascesa che condanna, via via, alla perdita di oggetti, di ricordi e di affetti, ma che, ancor di più condanna ad un’incomunicabilità sempre più ossessiva e ad una solitudine dell’animo sempre più amara… Condanna che appare irrevocabile, ma forse una via d’uscita ancora si può trovare… Vian, nel personaggio della serva Cruche, uno spirito libero che ancora riesce a dominare la parola, mentre gli altri sembrano aver smarrito la capacità di coglierne il senso più vero, ha voluto rivendicare la grandezza dell’arte che, sola, riesce ad emanciparsi dalle regole di questo gioco crudele… Chi sono i Dupont? Costruttori d’imperi, individui potenti o piuttosto elementi di un ingranaggio assurdo, di un sistema impietoso che li fagocita? Conformisti perché rassegnati o rassegnati perché conformisti?

In tutto questo, una presenza inquietante: lo Schmurz. L’uomo-animale-oggetto, che condivide il dramma dei Dupont, è una vittima o…? E’ la proiezione delle paure, è lo specchio dell’animo umano, martoriato e ridotto ad una continua umiliazione?

Si potrebbe forse ricorrere all’ipotesi di un incubo collettivo che assale l’uomo moderno…

Risposta certa non c’è.

Regia

Maria Pia Iannotta

Stefania Pascucci

Con

Giacomo Bottoni

Nadia Clivio

Antonio Gallo

Marta Lapiana

Andrea Leonardi

Paola Zu

Scenografie

Stefania Pascucci

Maria Pia Iannotta

Nadia Clivio

Musiche Andrea Malavasi

Grafica Nadia Clivio

Foto Claudia Antignani

Si ringraziano per la preziosa collaborazione e la consulenza tecnica: Leonardo Isopi, Lucrezia Lanza, Alberto Panciocco, Renato Picarazzi, Vittoria Tropea, Anna Spurio Vennarucci.

Repliche:

Teatro Aurelio 18/20 Novembre 2011 Roma

Teatro Aurelio 17 e 22 Marzo 2012 Roma

I COSTRUTTORI DI IMPERI nov '11
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